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Visita alla Centrale Raggera

 

Il 19 marzo 2007 abbiamo visitato la Centrale Raggera.

 

Si tratta di un impianto di potabilizzazione, che funziona dal 1990 e fornisce l’acqua potabile a tutta la zona nord del Comune di Rimini.
Mirco, tecnico di Hera, ci ha accolto all’impianto. Ci ha spiegato moltissime cose sul ciclo dell’acqua potabile e sul funzionamento della centrale.

L’acqua arriva alla centrale da sette pozzi nella zona di Orsoleto, attraverso una condotta da 400 mm.

 

Mirco ci ha mostrato i pozzi su una grande mappa della Provincia di Rimini.

 

I pozzi devono essere profondi 80/100 metri, per oltrepassare gli strati di terreno dove si depositano i nitrati, residuo dei concimi usati dagli agricoltori e tossici per l’uomo.

 

L’acqua captata in profondità ha però un problema: è ricca di ferro e manganese, due minerali che non fanno troppo bene all’uomo e che rendono l’acqua rossa.

 

Nella Centrale Raggera l’acqua è potabilizzata in quattro fasi.

PRIMA FASE - Ossidazione del ferro

L’acqua proveniente dai pozzi (il tubo blu sulla destra) ha un contenuto molto alto di ferro.

 

Nella prima fase, entra in una grande cisterna, chiamata OSSIDATORE.

 

Qui viene fatta entrare dell’aria, che ossida il ferro, cioè lo separa dall’acqua.

 

Il ferro finisce in fondo alla cisterna.

 

L’acqua ripulita dal ferro entra nel tubo verde, pronta per la seconda fase.

SECONDA FASE - Filtrazione biologica

L’acqua, attraverso il tubo verde, raggiunge 6 filtri a quarzite o dolomite.

 

All’interno dei filtri vivono dei batteri che sono ghiotti di manganese.

Questa colonia di batteri è stata creata al momento dell’attivazione dell’impianto, nel 1990.

 

I batteri vengono tenuti in vita attraverso l’ossigenazione dell’acqua.

Questo tipo di filtrazione costa poco ed è naturale, perché lavorano i batteri e non gli additivi chimici.

Attraverso i tubi azzurri l’acqua passa alla terza fase.

TERZA FASE - Disinfezione finale

In fondo all’impianto, dietro una parete di cemento, si trova una vasca di accumulo, grande come due piscine.

 

Qui l’acqua, ripulita da ferro e manganese, viene raccolta per il trattamento di disinfezione finale.

Per uccidere i batteri che potrebbero essere nocivi alla nostra salute, viene aggiunto il biossido di cloro.

Queste prime tre fasi richiedono circa un’ora e mezzo.

 

A questo punto l’acqua è potabile ed è immessa nella rete idrica di Rimini, per arrivare ai nostri rubinetti.

QUARTA FASE - Pulizia dei filtri

Ogni 72 ore il ciclo dell’acqua nella centrale viene invertito, per ripulire i filtri di tutti i batteri morti.

 

L’acqua di scarico, ricca di ferro e di manganese, è di colore marrone.

 

Viene raccolta in una vasca all’esterno dell’impianto.

 

Dopo essere stata depurata, ritorna al mare per ricominciare il ciclo dell’acqua.

Tutto l’impianto è controllato da un computer, che comunica con una centrale.

La qualità dell’acqua viene costantemente controllata dall’AUSL di Rimini.

L’impianto è in grado di trattare da 700 a 1500 litri di acqua al secondo: a Rimini c’è molta differenza tra i consumi d’acqua invernali ed estivi, per via del turismo.

 

Mirco ci ha raccontato che fino al 1998 la Centrale trattava circa 40 milioni di metri cubi di acqua all’anno. Oggi arriva a 46 milioni di metri cubi all’anno.

 

Questo aumento notevole nei consumi di acqua è causato dall’aumento della popolazione, ma anche dagli stili di vita.

Il nostro fabbisogno medio di acqua al giorno oggi si aggira sui 250 litri d’acqua.

Queste informazioni ci devono fare riflettere sulle nostre abitudini e sulla necessità di eliminare certi sprechi con comportamenti più corretti.

 

Mirco ci ha fatto riflettere su un’altra cosa importante.

L’acqua che esce dalla Centrale Raggera è di ottima qualità:
• ha pochissimi residui di ferro e manganese
• è limpida
• è praticamente inodore
• possiamo berla tranquillamente.

 

Mirco ci ha invitato a paragonare la qualità dell’acqua potabilizzata con quella delle acque imbottigliate.

 

Alla fine della visita alla centrale, Mirco e i suoi collaboratori ci hanno offerto un’ottima merenda e ci hanno regalato i cappellini blu di Hera.

 


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